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La presenza nel mercato dell’antincendio di prodotti scadenti

La presenza nel mercato dell’antincendio di prodotti scadenti, pericolosi e, spesso, non conformi ai prototipi omologati.

Nonostante il Ministero dell’Interno, attraverso il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, abbia recentemente emanato una serie di Decreti Interministeriali per rendere qualitativamente migliore tutto il settore della sicurezza antincendio, permane tuttavia, nel mercato, la presenza di prodotti, soprattutto nel campo degli estintori portatili d’incendio, che risultano palesemente non conformi ai prototipi omologati dal Ministero dell’Interno e, pertanto, illegalmente immessi in commercio. Se non fosse che l’argomento resta di vitale importanza per la sicurezza di tutti i cittadini, partendo dagli operatori del settore per finire ai singoli utenti finali, potremmo dire che è un problema relativo solo ad una parte del mercato della sicurezza antincendio, ma non è così! Il Ministero dell’interno, ben consapevole del rischio che possano essere introdotti nel mercato prodotti scadenti e pericolosi, ha istituito, da decenni, la procedura di “omologazione” di tali prodotti, stabilendo che i produttori di tali apparecchiature possano immettere nel mercato solo apparecchiature dichiarate “conformi” ai prototipi omologati dallo stesso Ministero dell’Interno, prevedendo sanzioni amministrative che, comunque, non escludono le responsabilità penali a carico di chi immette nel mercato prodotti illegali, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili, che vanno dal ritiro dei prodotti, alla sospensione/ ritiro dell’omologazione, per finire alle denunce penali afferenti l’immissione nel mercato di prodotti illegali. Tuttavia, nonostante quanto sopra rappresentato, persiste nel mercato dell’antincendio la circolazione di prodotti illegali, volutamente immessi da operatori che, fidando sulla scarsezza dei controlli specifici nel settore, riescono ancor oggi ad operare indisturbati, ostacolando la diffusione dei prodotti conformi ai prototipi omologati, per gli evidenti vantaggi economici dovuti al minor costo dei prodotti illegali rispetto a quelli legalmente autorizzati.

Sembra un circolo vizioso senza fine, se non fosse che il Ministero dell’Interno, attraverso l’emanazione del Decreto Interministeriale 1° settembre 2021 (pubblicato sulla G.U. del 25/09/2021), cosiddetto “Decreto controlli”, ha posto le basi di una vera e propria rivoluzione del settore, istituendo persino la figura del “Tecnico Manutentore Qualificato” che, una volta formato e qualificato, sarà anche in grado di riconoscere prodotti illegali rispetto a quelli legalmente autorizzati. La formazione specifica di ispettori Parallelamente il Ministero dell’Interno, attraverso il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, sta predisponendo la formazione specifica di ispettori che dovranno controllare il SGSA (Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio) di tutte le attività lavorative e che saranno in grado di intervenire efficacemente nel rilevare anomalie e violazioni delle apparecchiature antincendio poste a tutela dell’incolumità di tutti i cittadini, siano essi lavoratori e/o semplici utenti. Certamente ci saranno tempi di attuazione di questa “rivoluzione”, spalmati nell’arco di qualche anno, ma il meccanismo si è ormai messo in moto e ci si augura che presto si possano vedere i primi risultati. Del resto, l’Associazione M.A.I.A., che ha tra i suoi compiti statutari anche quello della moralizzazione dell’intero mercato della sicurezza e della manutenzione dei presidi antincendio, non può rimanere inerme e passiva di fronte alle continue segnalazioni, che provengono da vari operatori del settore in merito alla presenza di prodotti illegali che non rispettano le normative vigenti, e non solo nel settore delle apparecchiature portatili d’incendio.

La “vigilanza” di M.A.I.A. nel mercato dei prodotti antincendio Pertanto, per quanto di competenza di un’associazione di categoria, la nostra associazione M.A.I.A., ha assunto la decisione di attivare una concreta “vigilanza” nel mercato dei prodotti antincendio, richiedendo formalmente al Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco di poter visionare le omologazioni attualmente rilasciate e valide, utilizzando la Legge 241/90, per poter accedere agli atti e verificare la rispondenza dei prodotti, segnalati come “sospetti”, ai fascicoli tecnici che sono alla base del rilascio delle predette omologazioni: tale iniziativa è ormai diventata urgente e indifferibile ed è motivata anche dall’intensificarsi del numero di incidenti sul lavoro relativamente alle operazioni di manutenzione delle apparecchiature portatili di estinzione, situazione che sta destando molta preoccupazione tra i Tecnici Manutentori addetti ai lavori, richiamando, ancora una volta, l’attenzione dell’Associazione su tale preoccupante fenomeno e spingendola, quindi, a verificare la qualità dei prodotti che vengono immessi nel mercato dell’antincendio. Si deve segnalare che, soprattutto nel campo delle attrezzature mobili di estinzione, i produttori italiani “veri”, cioè coloro che “producono” in Italia, sono ormai pochissimi, ma ciò non significherebbe nulla in materia di sicurezza, se non fosse che, praticamente, risulta impossibile controllare la qualità dei prodotti, in particolare quelli provenienti dall’estero, vanificando le dovute garanzie di sicurezza al mercato (sia per i tecnici manutentori che per gli operatori del settore ed utenti).

In realtà, molti “sedicenti” produttori, altro non sono che degli importatori che si occupano della distribuzione nel mercato italiano di prodotti provenienti da altri paesi, anche se ciò non elimina la loro responsabilità afferente alla sicurezza dei prodotti stessi che, secondo la legislazione vigente, deve essere garantita dai “commercializzatori” degli stessi, equiparati ai produttori. Tuttavia, l’assenza di controlli efficaci sui prodotti immessi nel mercato ha fatto sì che ci sia stata una deriva generalizzata, con la corsa verso prodotti sempre meno costosi che, come ovviamente avviene sempre, significa prodotti sempre più scadenti e di scarsa qualità. Solo che, in questo caso, trattandosi comunque di apparecchiature in pressione, il tutto ha comportato e significato “ridurre e violare” gli standards tecnici minimi di sicurezza e di garanzia di molti prodotti immessi in maniera sconsiderata sul mercato italiano. L’Associazione, già a suo tempo, alcuni anni or sono, non era rimasta a guardare, ma aveva acquistato, sul mercato, estintori di varie marche, prodotti in Italia e non, e li aveva letteralmente vivisezionati, presso uno dei propri Centri di Formazione dotato di tutte le attrezzature necessarie, per verificare lo stato di rispondenza dei prodotti alla normativa vigente. Ebbene, già allora, era risultata una situazione molto preoccupante, poiché ci si trovava di fronte ad una sistematica e diffusa presenza di violazioni delle più elementari regole che caratterizzano il mondo degli estintori, con inevitabili ricadute sulla qualità e sulla sicurezza dei prodotti che, in molti casi, sono diventati persino pericolosi per chi li utilizza e/o li deve manutenere, con particolare riferimento alle caratteristiche costruttive dei prodotti stessi. Le verifiche di M.A.I.A. sui prodotti acquistati Per essere più espliciti, dalla puntuale verifica dei prodotti plurimarche acquistatati dall’Associazione nel mercato, è emerso quanto segue:

Le aziende di manutenzione devono avere le necessarie competenze tecniche e conoscere i processi di produzione, le materie prime utilizzate e i prodotti finiti che garantiscono al mercato i livelli di qualità e di affidabilità richiesti dalla normativa vigente.

1) nel 20% degli estintori esaminati, lo spessore della lamiera, che costituisce il mantello del serbatoio, non rientra nei minimi previsti dagli standards di sicurezza per quella tipologia di estintore (i calcoli che legano gli spessori del serbatoio alla pressione interna sono ben noti agli addetti ai lavori); trattandosi di apparecchiature a pressione, è evidente il rischio per chi deve utilizzare e/o manutenere tale prodotto;

2) il pescante, in molti casi, risulta completamente staccato e, in altri casi, risulta di lunghezza inferiore al dovuto o deformato, con inevitabili conseguenze sul mancato funzionamento dell’estintore, nel primo caso, o sul ridotto funzionamento dello stesso, nel secondo caso, non potendo consentire la fuoriuscita di tutto l’agente estinguente; trattasi di pescanti realizzati in plastica e non in alluminio;

3) molti estintori non presentano il numero di matricola stampigliato sul serbatoio, come previsto dalle norme vigenti;

4) molti prodotti sono difformi da quelli indicati in catalogo;

5) esistono estintori che, seppur diversi tra loro per caratteristiche tecniche e dimensionali, hanno la stessa omologazione, il che è segno evidente che trattasi di prodotti non conformi al prototipo omologato;

6) in molti casi, le filettature presentano una geometria non conforme a quella della relativa valvola;

7) in alcuni casi, si sono trovate valvole difettose.

Questi sono solo alcuni degli aspetti rilevati dall’accurato esame che l’Associazione ha effettuato su alcuni prodotti acquistati sul mercato e, di conseguenza, tali verifiche debbono necessariamente essere portate a conoscenza dell’Organo di controllo (Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco), ancor prima di interessare la Magistratura che, in alcuni casi, è già intervenuta per incidenti sul lavoro riguardanti proprio la manutenzione degli estintori.

Conclusioni

Sta di fatto che l’Associazione si è fortemente preoccupata e si è attivata, con tutte le sue possibilità, per porre un argine a questa deriva pericolosa, coinvolgendo nelle proprie azioni di contrasto, anche i più importanti produttori italiani e segnalando comunque ai rappresentanti della Direzione Centrale per la Prevenzione e Sicurezza Tecnica del Dipartimento dei Vigili del fuoco, la gravità di tale situazione dovuta a quei soggetti che, senza alcuno scrupolo, ma ispirati dal solo interesse economico, hanno consentito l’immissione nel mercato italiano di prodotti molto scadenti e pericolosi, siano essi prodotti d’importazione che prodotti realizzati e/o assemblati in Italia. Si ribadisce che è diventato ormai urgente ed indifferibile che le aziende di manutenzione abbiano le opportune e dovute conoscenze tecniche e siano quindi in grado di conoscere quali siano i processi di produzione, quali siano le materie prime utilizzate e quali siano i prodotti finiti che garantiscono al mercato i livelli di qualità e di affidabilità richiesti dalla normativa vigente, per attuare scelte più consapevoli nell’individuare i prodotti da proporre alla propria clientela sulla base della qualità e delle garanzie di affidabilità e sicurezza che i prodotti scelti possono possedere. Questo è certamente uno dei compiti statutari più importanti dell’Associazione, cioè quello di far conoscere a tutti gli operatori quali siano i rischi che si nascondono dietro prodotti che, ancorché esteticamente presentabili, risultano intrinsecamente pericolosi per chi li utilizza e inaffidabili in caso di necessità.

Fonte: epc.it – Articolo dalla rivista “Antincendio” Novembre 2021 – a cura di Sandro Marinelli presidente associazione MAIA.

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